L'8 settembre
Le critiche condizioni di vita della popolazione, i rovesci militari subiti nei Balcani, in Russia, in Africa settentrionale e nelle colonie dell’Africa orientale, le sempre più frequenti incursioni aeree, lo sbarco Alleato in Sicilia sono i fattori scatenanti che portano alla caduta del regime fascista. Il 25 luglio 1943 il Re fa arrestare Mussolini e nomina Badoglio capo del governo. In tutta Italia esplodono manifestazioni di gioia, nella speranza che la guerra finisca. In alcuni casi queste vengono represse dall’esercito, e numerosi sono i morti e i feriti. Mentre vengono avviate trattative con gli Alleati, nel mese di agosto giungono in Italia numerose truppe tedesche. All’annuncio dell’armistizio, l’8 settembre 1943, le forze militari italiane vengono lasciate allo sbando sia nella penisola che all’estero, e l’esercito tedesco occupa senza particolari resistenze il paese. Alcuni significativi episodi di reazione non impediscono la cattura e l’invio in Germania di oltre 600.000 soldati italiani. L’Italia è spaccata in due: il Sud, dove si sono rifugiati il Re ed il governo Badoglio, è controllato dagli eserciti anglo-americani; il Centro-nord dalle truppe tedesche. Inoltre la Germania annette al Reich alcuni territori dell’Italia nord-orientale. Il 23 settembre Mussolini viene liberato dai tedeschi, che intendono ridare corpo e volto ad un regime che può ancora esercitare una determinante funzione di mediazione tra la società e il governo di occupazione tedesco.
La nascita della Repubblica sociale e la fondazione del Partito fascista repubblicano rispondono così alla volontà tedesca di realizzare una continuità - anche se apparente - nelle istituzioni poste a garantire il controllo dell’ordine pubblico e l’amministrazione civile dei territori occupati.
Tra i primi atti della Rsi vi è la chiamata alle armi dei giovani delle classi 1923-1925, al fine di costituire una forza militare autonoma del regime fascista. Le reazioni di fronte ai bandi sono molteplici: molti si nascondono, nonostante le pressioni e le minacce verso le famiglie; altri si presentano, o con rassegnazione, o perché convinti della necessità di combattere a fianco dei tedeschi; altri, infine, scelgono la via più difficile, più sofferta e insieme più audace,
quella della ribellione.



