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Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza italiana

 

 

 

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Montefiorino

Nella tarda primavera del 1944 la azioni partigiane sull'Appennino si intensificarono e con la caduta del presidio fascista di Montefiorino, il 18 giugno 1944, i partigiani modenesi e reggiani si trovarono padroni di una vasta zona collinare e montana posta fra la le statali 12 Giardini e 63 del Cerreto, due arterie di vitale importanza per i rifornimenti al fronte. In quel momento, sparse nell'area, le forze della Resistenza avevano già oltrepassato le 2.000 unità e la costituzione di un'unica "zona libera" determinò la loro unificazione nel Corpo d'armata Centro Emilia sotto il comando di Mario Ricci "Armando", che stabilì la sua sede proprio a Montefiorino (lapide sul monumento ai caduti in piazza Europa).
Con le vie di comunicazione sotto la duplice minaccia degli aerei alleati e degli attacchi partigiani, i tedeschi assunsero direttamente il compito della lotta ai ribelli e, dopo alcuni attacchi condotti tra la fine di giugno e i primi di luglio nel tentativo di penetrare nella zona libera, il mattino del 30 luglio alcune migliaia di tedeschi e fascisti, con artiglieria, mortai, blindati e lanciafiamme attaccarono da più parti la "zona libera". Gli scontri durarono tre giorni, al termine dei quali i partigiani furono costretti a "sganciarsi" verso altre vallate, sbandandosi in buona parte.
I nazifascisti sfogarono poi la loro rabbia sui civili inermi, rastrellando e dando alle fiamme interi paesi. L'incendio di Montefiorino, avvenuto il 6 agosto, fu l'ultimo atto del rastrellamento tedesco che segnò la fine della zona libera e della prima Repubblica partigiana.

     

 
 

 

 

 

 
 

 

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