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Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza italiana

 

 

 

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Gusciola

Nell'ultima settimana del dicembre 1943 i carabinieri di Montefiorino condussero operazioni alla ricerca dei renitenti alla chiamata alle armi della RSI, contrastati dalle prime bande partigiane della zona. A Gusciola, il 23 dicembre 1943 (cippo sulla comunale Val Dolo) i "ribelli" sotto il comando del calzolaio socialista Teofilo Fontana - futuro sindaco del libero Comune di Montefiorino - uccisero al Fosso di Porcinago il carabiniere Lino Pifferi e ferirono il brigadiere Carlo Piccinelli. La morte del militare provocò un nuovo rastrellamento durante il quale fu arrestato e condotto nelle carceri di Modena il giovane Carlo Tincani.
Il 27 dicembre ci fu un altro scontro a fuoco tra il gruppo di Fontana e i carabinieri al Molino di Porcinago, con il ferimento a morte dell'appuntato Lazzaro Pari. La rappresaglia fascista fu immediata con l'arresto di Ultimo Martelli, che finì in carcere insieme a Tincani. Il 31 dicembre il Tribunale straordinario fascista giudicò ingiustamente (fu sconfessato un anno dopo dal Tribunale speciale) i due giovani colpevoli dell'uccisione dei carabinieri: Tincani e Martelli vennero fucilati al poligono di tiro della Sacca il 1° gennaio 1944 e furono le prime vittime dei plotoni d'esecuzione fascisti a Modena (una piazza è loro dedicata a Gusciola).
Nei 45 giorni della Repubblica partigiana Gusciola ospitò il battaglione di Ermanno Gorrieri "Claudio", uno dei reparti di riserva a disposizione del Comando. Durante la seconda Repubblica partigiana il paese fu poi sede di comando della Brigata Italia, che disponeva in loco di una piccola tipografia.

     

 
 

 

 

 

 
 

 

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