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Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza italiana

 

 

 

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Centrale idroelettrica di farneta

Anticamente in questo luogo esisteva unicamente un mulino ad acqua, ma successivamente i terreni vennero acquistati dal Consorzio Emiliano di Bonifica Parmigiana-Moglia, che, tra il 1924 e il 1929, vi realizzò una centrale per la produzione di energia idroelettrica, sfruttando le acque del torrente Dolo tramite la diga di Fontanaluccia.
Proprio durante la costruzione della struttura si verificò a Farneta uno dei rari eventi di tensione sociale contro il regime fascista, presente in paese con i suoi organi coercitivi, con lo sciopero dei 500 operai addetti ai lavori nel 1925.
La centrale, raro esempio di archeologia industriale sull'Appennino modenese, durante la Seconda guerra mondiale scampò ai bombardamenti grazie - si dice - al prato presente sulle sue coperture. Successivamente i tedeschi in ritirata la risparmiarono a differenza della vicina centrale di Muschioso.
La centrale idroelettrica, intitolata a Romeo Melli, direttore generale della società Emiliana Esercizi Elettrici è ancora oggi attiva e completamente automatizzata sotto la gestione di Enel Produzione.
Il macchinario è stato completamente ricostruito nel periodo 1985-89 e uno dei vecchi gruppi turbina-alternatore è stato recuperato a scopo didattico, con una esposizione visitabile dei macchinari e delle strumentazioni utilizzate dagli operai nella metà del secolo scorso (per informazioni: carlo.fregni@enel.com; fabio.daviddi@enel.com).

     

 
 

 

 

 

 
 

 

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