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Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza italiana

 

 

 

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Piandelagotti

Piandelagotti, frazione del comune di Frassinoro, fu sede di presidio fascista fino al 16 giugno 1944, quando gli attacchi partigiani costrinsero i militi a ritirarsi a Pievepelago. Collocata nell'area più meridionale della zona libera, vide alcuni attacchi da parte dei tedeschi che cercavano di penetrare nel territorio sotto controllo partigiano.
Il 28 giugno un reparto tedesco partito da Pievepelago circondò il paese e, anche se i partigiani si ritirarono senza combattere, i soldati della Feldgendarmerie uccisero dieci civili tra i quali un ragazzino di 12 anni e imprigionarono una trentina di uomini. Due giorni dopo, quattro dei partigiani catturati vennero fucilati in località Cerreta, presso Sant'Anna Pelago. Un altro scontro coinvolse Piandelagotti tra il 5 ed il 6 luglio, con la morte di due partigiani e la cattura del capitano Enzo Feliciani e di don Elio Monari, assistente diocesano dei giovani di Azione Cattolica che sin dall'8 settembre si era prodigato per soccorrere ebrei e prigionieri di guerra, contribuendo anche all'organizzazione della Resistenza a Modena. Proprio per questo fu attivamente ricercato e costretto a rifugiarsi tra i partigiani in montagna dove proseguì la sua missione fino al giorno della sua cattura. Medaglia d'oro della Resistenza, dopo giorni di torture, venne fucilato con Feliciani alle Cascine di Firenze il 23 luglio 1944, insieme ad altri 15 uomini tra partigiani e civili.

     

 
 

 

 

 

 
 

 

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