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Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza italiana

 

 

 

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Fontanaluccia

Nel giugno 1944, dopo la liberazione dell'intera zona intorno a Montefiorino si sentì la necessità di raggruppare i feriti e i malati in uno spazio unico e organizzato, dando vita ad un vero e proprio ospedale partigiano. Come sede fu scelto l'edificio di Ca' Cerbiani, che oggi ospita le scuole elementari di Fontanaluccia di Frassinoro. Soprannominato "il piccolo cottolengo", esso fu attrezzato con i letti prelevati dagli alberghi di Piandelagotti e di San Pellegrino e rifornito di medicinali e materiali di medicazione provenienti dai lanci alleati. Diviso in due sezioni, medicina e chirurgia con annessa sala operatoria, fu posto sotto la direzione del dottor Gerolamo Andreoli di Sassuolo, coadiuvato da altri medici, da infermiere partigiane e dalle suore dell'ospizio di Fontanaluccia.
Nelle vicine case del Poggio di Montalbano una formazione partigiana ebbe il compito di aiutare e difendere l'ospedale che, dopo neanche due mesi, dovette però essere sgombrato a causa del grande rastrellamento nazifascista iniziato il 30 luglio. I ricoverati più gravi furono nascosti nei boschi, gli altri vennero trasferiti a Ca' Bernardi, un gruppo di case lontano dal paese. Ciò che rimase dell'ospedale, il 2 agosto fu dato alle fiamme dai soldati tedeschi sopraggiunti in zona.
Dopo il rastrellamento, i feriti furono trasferiti alle Perdelle, una casa isolata in zona più sicura, dove restarono per circa un mese, prima del trasferimento dell'ospedale partigiano a Civago, nel reggiano. Altri trovarono accoglienza all'Ospizio di Fontanaluccia, che divenne l'infermeria permanente della zona. Targhe commemorative sono state poste sulle pareti delle scuole, dell'ex-Ospizio e delle Perdelle.

     

 
 

 

 

 

 
 

 

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