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Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza italiana

 

 

 

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#protagonisti

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In questa sezione introduciamo le biografie di alcuni protagonisti della vicenda partigiana di Montefiorino.

La storia siamo noi siamo noi padri e figli
siamo noi bella ciao che partiamo
la storia non ha nascondigli
la storia non passa la mano
(Francesco De Gregori)


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TEOFILO FONTANA

La piazza centrale di Montefiorino è oggi dedicata a Teofilo Fontana. Ma perché?

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Nato a Riolunato nel 1892, Teofilo arriva in seguito nel comune di Montefiorino, stabilendosi nella frazione di Gusciola, dove lavora come agricoltore e ciabattino.

Di idee socialiste, pur contrario alla guerra, partecipa alla campagna di Libia e al primo conflitto mondiale. Dopo l'avvento del fascismo mantiene un atteggiamento di netta opposizione al regime.

In seguito all'8 settembre 1943, di fronte all'occupazione tedesca, Teofilo organizza tempestivamente un gruppo di ragazzi di Farneta e dintorni con lo scopo di difendere la popolazione dai rastrellamenti. La banda è protagonista dei primi scontri a fuoco della resistenza nella zona, il 23 dicembre a Rio di Porcinago e il 27 a Gusciola; poi si trasferisce nella zona di Villanova e Palareto.

Nel maggio 1944, nell'ambito della riorganizzazione delle formazioni modenesi in seguito alla scadenza dei bandi di arruolamento, Teofilo riceve l'incarico di collaborare con Norma Barbolini al comando del distaccamento sassolese. In questa veste partecipa attivamente all'attacco al presidio della Gnr di Montefiorino.

Il 21 giugno 1944, dopo la sfilata dei partigiani per le vie del paese liberato dalla presenza fascista, Osvaldo Poppi "Davide" lo candida a sindaco. La proposta viene accettata per acclamazione. Il 26 ha quindi luogo la nomina ufficiale da parte della Giunta popolare eletta dai cittadini.

L'Amministrazione Fontana si prodiga per la soluzione delle emergenze dovute alla guerra, ma si preoccupa anche di sviluppare interessanti sperimentazioni in campo fiscale e assistenziale. Anche dopo il rastrellamento tedesco di inizio agosto, Teofilo non lascia zona e da novembre la Giunta popolare riprende a funzionare a Gusciola, questa volta sotto il coordinamento del CLN zona montagna.

Sindaco di Montefiorino durante la zona libera dell'estate 1944, Teofilo sarà anche il primo cittadino nominato dal CLN dopo la liberazione e il primo sindaco eletto nel marzo 1946.

Uomo di provata ed integra onestà, risulta particolarmente apprezzato dalla popolazione locale, che ne conserva un ricordo di amministratore particolarmente attento ai bisogni della gente, soprattutto nei periodi di grande difficoltà.

Alla fine del suo mandato, Teofilo si ritira senza ulteriori velleità a vita privata e torna a lavorare la sua terra.
Muore nel 1962 e viene sepolto nel cimitero della frazione di Casola.


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NORMA BARBOLINI

Norma Barbolini, classe 1922, nata a Sassuolo dove vive nel quartiere operaio di Borgo Venezia, nel marzo del 1944 è comandante del distaccamento partigiano "Ugo Stanzione".

Prima della guerra, Norma lavora come operaia ceramista alla Marazzi di Sassuolo. Iscritta al Partito comunista italiano, nel 1941 partecipa ad uno sciopero che vede le donne protagoniste: un corteo femminile raggiunge l'ufficio annonario di Sassuolo per protestare contro il razionamento alimentare e per un aumento salariale. Norma, in questa occasione, parla alla piazza, esortando a proseguire lo sciopero, terminato il quale, assieme ad altre 10 operaie, viene licenziata.

In questi anni, la sua attività antifascista si concretizza nell'adesione al gruppo di Ottavio Tassi, collaborando alla nascita e all'organizzazione di una rete clandestina. Norma inoltre è tra coloro che, dopo l'armistizio del settembre 1943, recupera le armi e le munizioni abbandonate dai soldati sbandati; a novembre sale in montagna con il primo gruppo di giovani sassolesi che si danno alla macchia. In questa fase, col nome di battaglia "Milena", ricopre il ruolo di staffetta del gruppo partigiano comandato da Giovanni Rossi e poi, dopo la morte di Rossi, dal fratello di Norma, Giuseppe.

E' dopo il ferimento del fratello a Cerrè Sologno (Re) che a Norma viene affidato il comando del distaccamento "Ugo Stanzione", gruppo partigiano che opera nel territorio appenninico a cavallo delle province di Modena e Reggio. In particolare "Milena", assieme al futuro marito Emilio Niccioli, tiene i contatti con la Federazione comunista modenese. Nel giugno del 1944 partecipa attivamente alla Repubblica partigiana di Montefiorino.
Dopo il rastrellamento tedesco di fine luglio, le forze partigiane si disperdono e anche Norma, in novembre, passa il fronte col fratello.

Dopo la Liberazione torna a lavorare in fabbrica impegnandosi anche come dirigente del sindacato nazionale ceramista. Inoltre è assesore dell'amministrazione Forghieri a Sassuolo. Dopo essersi trasferita a Modena entra nell'UDI (Unione Donne Italiane) e nell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia).
Per il suo ruolo nella Resistenza Norma riceve la medaglia d'argento al valor militare e viene nominata capitano dell'Esercito italiano.
Norma muore a Modena il 14 aprile 1993.

     

 
 

 

 

 

 
 

 

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