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L'azione civile nei territorio

 

Nel breve periodo di vita delle zone libere, le giunte popolari devono garantire alle formazioni partigiane tutti i mezzi necessari per il proseguimento della lotta, e riorganizzare nel contempo tutti i campi della vita civile. Vengono fissati i prezzi di calmiere per le merci e stabilite tariffe e retribuzioni per i lavori agricoli, stimati i danni di guerra subiti dagli abitanti e distribuiti i sussidi alla popolazione, riorganizzate le attività produttive e gli scambi commerciali con i territori limitrofi. Nelle zone libere dove mancano organismi civili che controllano l’intera area si registra però una disparità di decisioni tra un comune e l’altro, in particolare nella determinazione dei prezzi. Scelte significative e qualificanti sono compiute nel campo fiscale. Vengono introdotti elementi di equità nella tassazione, con l’assunzione di criteri di progressività del prelievo e con l’abolizione di tributi iniqui (come quelli sui celibi e sui sindacati). In Carnia la volontà di realizzare un sistema fiscale improntato a criteri di reale equità porta all’applicazione di un’imposta patrimoniale straordinaria che tassa in modo progressivo la ricchezza e non, come di consueto, consumi e redditi. Molto importanti sono anche le realizzazioni nel campo della scuola e della giustizia. In alcuni casi vengono costituite commissioni per studiare l’attuazione di una riforma scolastica che consenta ai giovani di ricevere una preparazione adeguata entro la cornice di un nuovo e libero ordinamento politico e sociale. Sul terreno dell’organizzazione della giustizia hanno luogo profonde trasformazioni, con la creazione di tribunali partigiani, molti dei quali continueranno a funzionare anche dopo la scomparsa delle zone libere.