Il museo

La storia

L' esposizione

Il territorio

La didattica

Attività

Strumenti

Bookshop

Link

 

L'occupazione tedesca:
nasce la Resistenza

 

La Repubblica sociale tenta il reclutamento di nuove forze per proseguire la guerra. Le chiamate alle armi si fanno sempre più minacciose, ma sono efficacemente contrastate dall'opera di propaganda svolta dai Comitati di liberazione nazionale, formati da rappresentanti dei partiti antifascisti. Dalla metà di settembre si costituiscono nelle provincie occupate Comitati di liberazione, che saranno poi coordinati dal Comitato di liberazione nazionale Alta Italia operante a Milano. Non tutti i soldati italiani sono disposti ad accettare l'occupazione senza reagire. La determinazione di non arrendersi ai tedeschi costerà la vita a diecimila di loro a Cefalonia, mentre in Germania oltre seicentomila italiani preferiscono la prigionia all'arruolamento nell'esercito fascista. Finiscono nel sangue i tentativi di resistenza opposti dai militari di stanza al Palazzo ducale di Sassuolo e alla caserma Zucchi di Reggio Emilia; rimasti isolati, si disperdono invece gli allievi ufficiali dell'Accademia militare di Modena. Il movimento di resistenza si diffonde sulle montagne emiliane, dove vengono accolti renitenti alla leva, prigionieri alleati evasi e partigiani. Di grande importanza risulta il contributo dei sacerdoti locali: parroci come don Nino Monari, don Sante Bartolai, don Elio Monari, don Pasquino Borghi e tanti altri, molti dei quali subiscono torture, deportazioni, qualche volta la morte.