Partigiani e territorio

Riflettere sull'esperienza delle zone libere e delle repubbliche partigiane vuol dire confrontare esperienze molto diverse tra loro. La varietà delle forme assunte dall’organizzazione politica e amministrativa trova peraltro riscontro nella molteplicità dei provvedimenti adottati dalle giunte.
Di fronte alla complessità dei problemi da affrontare il movimento partigiano è chiamato a esplicitare le proprie potenzialità progettuali. L’esperienza delle "repubbliche partigiane" ha vita troppo breve perchè se ne possano concretamente misurare gli esiti: in alcuni casi l’azione di governo delle giunte è infatti ancora al livello dell’elaborazione teorica quanto la controffensiva nazista vi pone fine. Entro questo quadro, caratterizzato da una sostanziale fragilità militare e da arretratezza sociale e politica della popolazione, si colloca la limitata partecipazione popolare alla vita civile.

E’ possibile riassumere l’esperienza delle zone libere in tre modelli, perseguiti a seconda delle specifiche caratteristiche dei territori, del colore politico delle formazioni e degli equilibri esistenti tra le forze politiche e sociali presenti nella realtà locale:
1) Carattere strettamente militare delle zone libere. In questi casi si assiste
alla diretta assunzione dei compiti politici e amministrativi da parte dei comandi
partigiani, senza nessun significativo coinvolgimento della popolazione civile.
2) Designazione delle giunte popolari e dei Cln a opera dei commissari politici.
In queste situazioni viene attuato un processo di democratizzazione attraverso
consultazioni elettorali svolte in modo un po’ empirico, ma che fissano i presupposti per realizzare un maggiore equilibrio tra autorità militari e autorità amministrative.
3) Trasformazione in profondità del controllo militare in organizzazione politica. E’ questo forse il modello più avanzato di "repubblica partigiana", in cui, anche se l’iniziativa è sempre orientata dai comandi partigiani, l’intervento e il ruolo delle forze politiche non è affatto marginale, e consente di dare a queste esperienze un profilo più significativo.